L’esternalità della Tecnologia

In tutte le forma di civilizzazione che hanno preceduto l’era industriale, l’uso della tecnica era limitato alle funzioni a cui era destinata, era uno strumento e non un modello organizzativo per la vita. Nel paradigma del mondo meccanicistico la tecnica è diventata il modello organizzativo di tutte le attività dell’esistenza sociale. È in atto un tentativo, intenzionale, di mettere la tecnica in ogni gesto della nostra vita quotidiana allo scopo di aumentarne la prevedibilità e la sincronizzazione. Quando una parte della nostra cultura rimane fuori dal processo tecnico, (come per esempio una cultura umanistica), resta imprevedibile e incontrollabile e qualcuno pensa che il sistema, nel suo insieme, non potrà mai funzionare regolarmente finché non avremo eliminato tutte queste sacche di imprevedibilità.

Nei nostri sforzi per tecnicizzare e coordinare tutte le attività della nostra vita, in definitiva non facciamo altro che accelerare i processi di trasformazione e quindi dare impulso al processo entropico, di aumento di disordine nella società. Lo scienziato Eugene Schwartz, nel suo libro Overskill, paragonò i nostri sforzi per creare una società tecnologica a una gigantesca gabbia per scoiattoli <<…dove i tecnici possono cercare di correre sempre più velocemente, ma è per rimanere sempre allo stesso punto, e dove, a differenza della gabbia per scoiattoli, più corrono più cadono indietro. Ogni soluzione parziale ha un effetto moltiplicatore sul resto dei problemi>>.” E in più, ogni nuovo gruppo di problemi è più difficile da risolvere di quelli precedenti, perché a ogni evento che passa, l’entropia e disordine dell’ambiente aumenta e ne diminuisce l’energia libera, diventa più difficile mantenere l’ordine esistente e ancora più costoso generare ordine. Il processo globale di aumento della complessità, aumento dei problemi, aumento dell’entropia e aumento del disordine, ha un andamento esponenziale ed è precisamente questo che rende così allarmante la crisi del mondo moderno.

Per un senso di paura noi passiamo sopra alla parola esponenziale senza troppo pensarci, proviamo però a considerare cosa può significare per i problemi di una società tecnologica. Crescita esponenziale in questo contesto sta a indicare un processo i cui parametri raddoppiano a ogni passaggio: come spiega l’ecologo G. Tyler Miller, se prendete un pezzo di carta, il cui spessore è circa un decimo di millimetro e immaginate di raddoppiare questo spessore appena trentacinque volte, arriverebbe a coprire la distanza tra Los Angeles e New York, raddoppiato quarantacinque volte raggiungerebbe la Luna e continuando ancora un po’ per esempio cinquanta volte, lo spessore di questa carta raggiungerebbe i 150 milioni di chilometri che stanno tra voi e il sole. La crescita esponenziale dei problemi tecnologici è come un biglietto di viaggio senza ritorno con arrivo al punto di rottura per la vita e per il pianeta Terra.

Grazie ad un cattivo uso della tecnologia, oggi siamo arrivati in un mondo fuori controllo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *