Entropia e visione del mondo.

Visioni del mondo

Tale è la potenza di una visione del mondo, che supera la nostra percezione della realtà ed è così travolgente che noi non abbiamo la possibilità di immaginare che esista un altro modo di concepire le cose.

La nostra visione del mondo moderna iniziò a prendere forma circa trecento anni fa e, per quanto si sia notevolmente raffinata e modificata negli anni che seguirono, ha conservato molto della visione originaria. Viviamo oggi sotto l’influenza del paradigma del Diciassettesimo secolo: visione newtoniana del mondo. Probabilmente neanche una persona su cento è in grado di spiegare gli intricati aspetti della meccanica newtoniana; nonostante la sua ombra ci accompagni sempre e influenzi ogni nostro gesto.

Oggi però la moderna visione del mondo subisce per la prima volta una sfida per il verificarsi di una crisi energetica a lungo termine e di una effetto serra in costante aumento.

Queste nuove tristi realtà ci obbligano a mettere in discussione molti dei principi basilari che costruivano gli assunti su cui operava l’era del progresso. Sta intanto cominciando a emergere una nuova visione del mondo che potrebbe addirittura rimpiazzare il paradigma newtoniano come matrice organizzativa di tutta la storia: la legge dell’entropia sovrasterà come paradigma corrente tutto il prossimo periodo storico. Albert Einstein ebbe a dire che essa costituisce la legge prima di tutta la scienza; sir Arthur Eddington la citò come la suprema legge metafisica dell’intero universo. La legge dell’entropia è il fondamento del secondo principio della termodinamica. Il primo principio stabilisce che la somma di materia ed energia nell’universo è costante, cioè non può essere creata o distrutta. Solo la forma in cui si presenta può cambiare, mai la sua essenza. Il secondo principio, la legge dell’entropia, stabilisce che materia ed energia possono modificarsi solo in una direzione, da forme utilizzabili a forme non più utilizzabili, ovvero da disponibili a non disponibili, o ancora da ordinate a disordinate. In sostanza, il secondo principio dice che in tutto l’universo ogni cosa ha inizio con un valore e una struttura e irrevocabilmente si muove verso una situazione di casualità caotica e dispersiva. L’entropia è una misura del grado in cui in ogni sottosistema dell’universo, l’energia disponibile si è trasformata in forma non più disponibile. Secondo la legge dell’entropia, quando si crea un apparente maggior ordine in qualsiasi punto dell’universo o della Terra ciò avviene a spese di un disordine ancor più grande causato all’ambiente circostante.

Per ora teniamo valide poche semplici osservazioni che il lettore dovrà accettare con fiducia, almeno finché non faremo un’accurata autopsia della visione del mondo imperante ed esploreremo la dimensione nascosta del nuovo paradigma entropico.

La legge dell’entropia mina l’idea della storia come progresso. La legge dell’entropia distrugge l’idea che la scienza e la tecnologia creino un mondo più ordinato. Nei fatti la legge dell’entropia sfida la moderna visione del mondo con una forza dialettica che a ogni colpo appare convincente almeno quanto lo è stato il paradigma newtoniano quando sostituì la visione del mondo del Medioevo Cristiano.

Passo passo la legge dell’entropia ci porterà a comprendere esattamente perché il paradigma esistente ha ceduto. La nostra generazione, stretta tra il vecchio paradigma sul quale si è sviluppata e il nuovo paradigma dell’entropia, appena emergente, comincerà a stupirsi di come abbiamo potuto credere in principi e assiomi cosi palesemente falsi. Piomberemo nel nuovo paradigma e ci sentiremo a disagio e brancolanti come chi visita per la prima volta un Paese straniero. Incapaci di abbandonare completamente la nostra originaria visione del mondo, assumeremo il nuovo paradigma entropico come una seconda lingua in cui non ci si sente mai completamente a proprio agio e non si è mai capaci fino in fondo di articolarla nella vita di ogni giorno. Per la generazione dei nostri nipoti la visione entropica del mondo sarà come una seconda natura: non ci penseranno neppure, semplicemente convivranno con essa, senza rendersi conto del peso che ha su di loro, così come noi per tanto tempo non ci siamo resi conto del peso che la meccanica newtoniana ha avuto sulle nostre esistenze.

Già i contorni del nuovo paradigma entropico cominciano a prendere corpo presso gli studiosi di tutto il mondo. Entro pochi anni ogni disciplina accademica sarà influenzata dai nuovi concetti dell’entropia. Vi saranno tentativi di inserire la legge dell’entropia nell’esistente visione del mondo, tentativi destinati a fallire. I politici ne proclameranno l’importanza nell’affrontare argomenti che vanno dall’energia al disarmo. (Pensiamo solo all’aumento dell’enorme entropia negativa e al danno e disordine in tutto il mondo, che stanno creando le guerre in Europa ed in Medio Oriente danni oggi provocati con enormi distruzioni irreparabili nel tempo, sono danni che nessuno sarà capace di rimediare e peseranno sempre più sulle spalle delle nuove generazioni). I teologi fonderanno su di essa nuove interpretazioni dell’autorità bíblica. I tecnologi svilupperanno nuovi tentativi di soluzione ai loro problemi credendo erroneamente che possa essere quantificata e sottoposta a misure precise. Gli economisti faranno i salti mortali per ridisegnare la teoria economica classica e adeguarla ai suoi assiomi fondamentali. Gli psicologi e i sociologi riesamineranno la natura umana con l’entropia come presenza di fondo.

Vi saranno anche coloro che rifiuteranno ostinatamente di riconoscere che la legge dell’entropia regna sovrana su ogni realtà fisica del mondo. Costoro insisteranno nell’affermare che i processi entropici si applicano solo a casi specifici e che cercare di applicarli in modo generalizzato a tutta la società è come dare significato pratico alle metafore. Ebbene, semplicemente, essi hanno torto. I principi della termodinamica rappresentano uno scheletro scientifico all’interno del quale si svolgono tutti i fenomeni fisici di questo mondo. Con le parole del premio Nobel per la chimica Frederick Soddy, i principi della termodinamica «controllano, in ultima analisi, lo splendore e la decadenza dei sistemi politici, la libertà e la dipendenza delle nazioni, i movimenti dei commerci e delle industrie, le origini della ricchezza e della povertà e il benessere fisico, generalmente parlando, della nostra razza». Ogni singola attività, sul piano fisico, che l’umanità intraprende si trova costretta nella corazza del primo e del secondo principio della termodinamica.

Bisogna sottolineare che la legge dell’entropia riguarda soltanto il mondo fisico dove tutto è finito e dove gli esseri viventi devono percorrere il loro cammino ed eventualmente cessano di esistere. È una legge che governa il regno orizzontale del tempo e dello spazio. Tace però quando si arriva al regno verticale della trascendenza spirituale. Il piano spirituale non è costretto nella gabbia senza vie d’uscita della legge del l’entropia. Lo spirito ha una dimensione non materiale per quale non vi sono limiti né punti d’arrivo limitati. Il rapporto del mondo fisico con lo spirituale è il rapporto di una piccola parte con un tutto più grande e illimitato entro cui esso si svolge. Mentre la legge dell’entropia aiuta a governare il mondo del tempo, dello spazio e della materia, essa è a sua volta governata dalla forza spirituale primordiale che l’ha concepita.

Il modo in cui una civiltà organizza la sua realtà fisica e l’importanza che attribuisce al piano materiale dell’esistenza determinano quanto favorevoli siano le condizioni per cercare la propria illuminazione spirituale. Quanto più una visione del mondo è orientata verso il lato materiale della vita, tanto meno favorisce la ricerca dell’uomo di una trascendenza spirituale. Quanto meno una civiltà è legata al mondo fisico, tanto più quella collettività si sentirà libera di trascendere i confini del piano materiale e diventare tutt’uno con la profonda essenza spirituale che li supera.

Le leggi della termodinamica contribuiscono a definire la struttura del mondo fisico. Il modo in cui l’umanità decide di interagire con queste leggi e costruire l’infrastruttura necessaria alla sua esistenza è di cruciale importanza perché il cammino spirituale degli esseri umani possa fiorire o languire. Una profonda comprensione della legge dell’entropia è quindi essenziale per poter capire il contesto fisico dal quale tutte le nuove esistenze spirituali dovranno nascere.

Gli storici e gli antropologi hanno a lungo meditato sul perché una particolare visione del mondo emerga in un momento e in un luogo specifico della storia. Questo saggio può suggerire una risposta alla questione: le condizioni energetiche di un certo ambiente instaurano, a grandi linee, la cornice per la visione del mondo che deve emergere. Tuttavia, prima di tentare di dimostrare quest’affermazione, è necessario che noi stessi ci allontaniamo dalla nostra visione del mondo. quanto basta a permetterci di capire come la nostra percezione del reale abbia preso forma durante i secoli.

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